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Riqualificazione Area Ex Incet (To)

Rifunzionalizzazione degli edifici industriali, realizzazione nuova sede zonale del Comando dei Carabinieri, più un centro polifunzionale di servizi integrati

Descrizione Progetto

L’intervento ha riguardato la Riqualificazione e la Rifunzionalizzazione degli edifici industriali ex INCET a Torino edificati dall’ultimo decennio del XIX secolo e dismesso nel 1968, in disuso fino al 2009, al fine di realizzare la nuova sede zonale del Comando dei Carabinieri, ed un centro polifunzionale di servizi integrati di sup. complessiva di circa 5000 mq.

Tra gli obiettivi figura la salvaguardia del valore testimoniale dell’edilizia industriale di inizio Novecento nella città di Torino.

Location

Via Banfo, Via Cigna, Cervino, C.so Vigevano - Torino

Servizi

Progetto Architettonico, Strutturale, CSE, CSP e CPI.

Superficie

5000 mq

Anno

2014

Investimento Complessivo

€ 13.400.000

Descrizione Progetto

Lungo il fronte prospiciente via Banfo è stata realizzata la nuova sede zonale del Comando dei Carabinieri conservando la facciata storica dell’edificio sulla via.

La caserma, a tre piani fuori terra, è organizzata secondo tre zone funzionali: nella parte est del piano terreno tutte le funzioni pubbliche; nella parte ovest del medesimo piano i servizi logistici comuni per il personale operante e/o residente; ai piani superiori gli spazi residenziali. L’edificio ha una superficie lorda pavimentata di circa 2.500 mq. a corredo della quale sono previsti ulteriori spazi tecnici e di servizio (al piano interrato e nel sottotetto) e due autorimesse a raso (per i mezzi di servizio nel cortile interno e per quelli privati dei residenti con accesso indipendente da strada). La nuova sede zonale del Comando dei Carabinieri, che ospita il reparto prima operativo in Largo Giulio Cesare 100, è attiva da giugno 2014.

(foto secap)

L’edificio del capannone è interamente realizzato in cemento armato e in seguito a un’analisi delle strutture del solaio del primo piano si è reso necessario prevedere un consolidamento delle travi principali.

L’orditura secondaria del solaio non è stata invece sottoposta a consolidamento perché le prove di carico hanno evidenziato una buona risposta dell’elemento strutturale, sia dal punto di vista deformativo sia fessurativo.

Per rendere completamente versatile la manica del capannone, è stata prevista la realizzazione di un graticcio di travi di fondazioni 60×50 in grado di sostenere un possibile futuro piano ammezzato. Il piano interrato esistente nella parte terminale del capannone e al di sotto del corpo Nord è stato consolidato tramite la costruzione di contromuri e l’irrigidimento dei pilastri e delle fondazioni esistenti.

Nei capannoni ubicati al centro dell’isolato è stata realizzata l’area per un centro polifunzionale di servizi integrati per la collettività. Il centro polifunzionale ha come obiettivo quello di rispondere alla crescente domanda di spazi pubblici e funzioni metropolitane proveniente dal quartiere.

Il complesso di capannoni industriali destinato ad ospitarlo occupa una superficie complessiva di circa 5000 mq e si articola su tre maniche parallele e completate su entrambe le testate da corpi di fabbrica che fungono da elemento unificante.

Stante il rilevante interesse architettonico rivestito dall’intero complesso, con la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici, si è sviluppato l’intento di salvaguardare il valore testimoniale dell’organismo edilizio, rappresentativo dell’edilizia industriale di inizio Novecento. Sarà quindi conservata l’originaria volumetria riproponendone i fronti architettonici e la configurazione  strutturale.

Il centro polifunzionale ospiterà, sul fronte sud, una serie di spazi destinati a servizi per lo sviluppo di impresa, mentre nei due piani della manica est saranno insediati servizi per la collettività, da individuare tramite bando pubblico per la gestione, che comprenderanno anche alcuni spazi destinabili al culto di confessioni religiose minoritarie recentemente consolidatesi sul territorio.

E’ stata prevista una ripartizione flessibile dei locali, articolati in otto nuclei accorpabili all’occorrenza in funzione delle esigenze della futura utenza. Sono stati previsti due nuovi corpi scala/ascensori, che saranno inseriti all’interno del volume esistente. La manica centrale sarà convertita a piazza interna, parzialmente coperta e si connoterà come fulcro dell’intero centro quale spazio di incontro e di scambio.

(museotorino)

La Storia

Le origini

L’isolato ex INCET compreso tra le vie Cigna (a ovest), Cervino (a nord), Banfo (a est) e corso Vigevano (a sud), collocato nella zona sud ovest della città era caratterizzato dalla presenza di un importante complesso industriale, edificato a partire dall’ultimo decennio del XIX secolo era la sede della Società Anonima Ing. Virginio Tedeschi (fabbrica di cavi elettrici), che successivamente si impose come una delle principali attività ausiliarie della nascente industria dell’automobile.

L’edificio, che occupava l’isolato limitato dalla ex via Montebianco (ora via Banfo), via Valprato, corso Vigevano e via Cigna, fu bombardato almeno tre volte nei giorni 8 dicembre 1942, 4 febbraio 1943 e 13 luglio 1943. Si trattò di tre bombardamenti notturni effettuati dalla RAF con bombe di grosso e grossissimo calibro. Una parte dell’isolato fu sinistrata e una parzialmente distrutta. I danni riguardarono tutti e tre i piani che componevano l’edificio.

Anche l’edificio del 1940 ai civici 14 A e B di via Monte Bianco, sempre di pertinenza della INCET (servizi ausiliari) fu colpito da bombe incendiaria e dirompente il 13 luglio 1943, riportando danni alle volte, ai muri, al tetto, alle chiasislerie. Nell’aprile 1945, però, si era già provveduto a un totale ripristino della struttura.

A seguito della dismissione il sito rimase in una condizione di sostanziale abbandono che si è protratta fino ad inizio 2009, tranne alcune parti dell’area che erano già state sottoposte ad interventi di recupero: gli edifici che si affacciano su via Cigna e parte di via Cervino ospitano gli uffici e gli spazi commerciali dei magazzini dell’abbigliamento FACIT e quelli collocati su corso Vigevano sono stati demoliti e sostituiti con nuovi edifici residenziali. La riconversione del sito dall’originaria destinazione industriale ha imposto complesse operazioni preventive di smaltimento e messa in sicurezza dal punto di vista ambientale alle quali si è sovrapposta la necessità di interventi di recupero e consolidamento degli edifici preesistenti.

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